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Patrizio

Che cos'è il genio? E' fantasia, intuizione, colpo d'occhio e velocità d'esecuzione

Patrizio

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"Piccola anima smarrita e soave, compagna e ospite del corpo, ora t'appresti a scendere in luoghi incolori, ardui e spogli, ove non avrai più gli svaghi consueti. Un istante ancora, guardiamo insieme le rive familiari, le cose che certamente non vedremo mai più... Cerchiamo d'entrare nella morte a occhi aperti..."
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October 18

Ciao Luciana

Pensiero meteora


un nome, una luce che prepotente e fulminea si fa largo
nelle tenebre
promettendo sogni e risvegliando bisogni, speranza che il suo nome evochi desideri di chiarezza
e di movimento,
concretezza che si fa largo con energia
potente, luminosa, fulminea e necessaria.

Arte, mente che crea e si trasforma nel fare, un teatro
necessario,
un respiro, un corpo, un movimento,
un teatro dei bi/sogni necessario, che non può che essere così,
un respiro di luce tra cielo terra...

meteora

questo nome porta con se lampi di luce che hanno
schiarito la nostra vita e il nostro lavoro, uno spettacolo:
Meteora,
luogo e tempo dell'esperienza, la saggezza
dell'intuito.

GRAZIE LUCIANA PER QUELLO CHE MI HAI TRASMESSO

sfcurr

 
October 10

So sweet...

 

Citazione

YouTube - the piano
  
August 24

Mauro Corona racconta di Erto e del Vajont

 

La voce più vera della cultura delle nostre Alpi racconta la sua Erto, le montagne e la vita.

YouTube - Mauro Corona racconta di Erto
  
July 28

Falling in love - From "The new world"

 

How is it possible to fall in love with a completly different person? How strong could be the love towards a perfect, pure and natural beauty? In this sequence Malick lets the entire odience fall in love with the native indian princess. Once again music, landscape, feelings, are shared with a perfect result. Great movie for a great love.

YouTube - The New World
  
July 22

An amazing dancing sequence: from Frantic

 

Cool movie from the director Roman Polanski. Unreal atmosphere, among dream and reality. But the unforgettable scene was without any doubts the dance between Harrison Ford and Emanuelle Seigner. I call it the snake dance! A must to see but a must to listen: Grace Jones with Libertango. Actually I can't remember a dancing sequence like this....I just make exemption for the tango scene in True Lies :)

YouTube - Grace Jones - "Strange" (from "Frantic")
  
July 18

Cinema, mon amour

Donnie Darko:
Ogni creatura sulla terra quando muore è sola.
 
"Distruggere fa parte del processo creativo"
 
Amico1: Birra e figa! Io non chiedo altro! Amico2: Dobbiamo solo trovarci una Puffetta per uno. Amico1: Una Puffetta?! Amico2: Una che te la dia..qui a Middlesex se la tengono stretta. Ci vuole una bella biondina che allarghi le gambe ai tuoi ordini. Come fa Puffetta. Donnie Darko: Puffetta non scopa.. Amico2: E' una cazzata! Puffetta si scopa tutti i Puffi..Grande Puffo l'ha creata apposta! Stavano sempre a canna in su..tutti i Puffi.. Donnie Darko: Noo.. Amico1: Tutti tranne Vanitoso che era omosessuale. Amico2: Daccordo. Sai che ti dico?! Lei se li scopava mentra Vanitoso guardava. Contento?! Amico1: Si ma, Grande Puffo?! Anche lui si buttava nel mucchio o.. Amico2: Sai che fa?! Li riprende tutti in ammucchiata, poi in privato li rivede e si ammazza di seghe. Donnie Darko: Prima di tutto: a creare Puffetta non è stato Grande Puffo, ma Gargamella. L'ha mandata dai Puffi come sua spia perchè aveva intenzione di distruggere il villaggio, ma la contagiosa bontà della loro vita l'ha trasformata per sempre. Quanto all'ammucchiata stratosferica tra di loro è..hehehe..è irrealizzabile! I Puffi sono asessuati non hanno neanche un..un organo riproduttivo sotto quei pantaloncini bianchi. PER QUESTO E' COSI' ILLOGICO ESSERE UNO DEI PUFFI, PERCHE' CHE CAZZO VIVI A FARE SE NON HAI IL PISELLO!? Amico1: Che palle Donnie! Perchè devi sempre essere il più intelligente..
 
300:
a muoverlo non è la paura...ma solo l'irrequietezza...una matura percezione delle cose...
 
addio amore mio...non lo dice.Non c'è spazio per la tenerezza, non a Sparta;non c'è posto per la debolezza.Solo i duri e i forti possono definirsi Spartani...solo i duri,solo i forti.
 
Amici miei atto II
Melandri: "ho incontrato.. un angelo!" Sassaroli "un angelo maschio? o un angelo femmina?" Melandri: "gli angeli non hanno sesso!" Il conte: "insomma c'ha le poppe o non c'ha le poppe?!"
 
Apocalypse Now
" Arriveremo a bassa quota con il sole alle spalle, e a un miglio di distanza gli sbattiamo la musica " " La musica ?? " " Io uso Wagner, fa cacare sotto i Vietnamiti , i miei ragazzi l'adorano "
 
Batman returns
Alla festa del Pinguino, candidatosi sindaco: la ragazza: "Lei è il punto di riferimento più fico che un giovane possa avere". Pinguino: "E lei è la fica più giovane che un punto di riferimento possa avere".
 
The Blues Brothers
Qua ci vuole che qualcuno faccia un'azione veramente futile e stupida
 
Conan il barbaro
Lui e' Conan il Cimmero... non piangera', quindi piango io per lui
 
 Conan qual'è il meglio della vita? - Schiacciare i nemici, inseguirli mentre fuggono e ascoltare i lamenti delle femmine. - AAH Questo è bene!
 
Donnie Brasco
"che te lo dico a fare significa.... tu, stai parlando con qualcuno e gli fai "certo che Rachel Walsh è proprio un gran bel pezzo di figa che te lo dico a fare" , oppure se non sei d'accordo che una Lincon è meglio di una Cadillac che te lo dico a fare oppure se una cosa secondo te è buona ma tanto buona, minchia stiii peperoni...che te lo dico a fare ma a volte vuol anche voler dire "vai al Diavolo" tipo uno fa all'altro "ehi Bubbie dice che hai il cazzo piccolo" e Bubbie che te lo dico a fare e a volte non significa niente solo...... che te lo dico a fare
 
Excalibur
Perchè la maledizione degli uomini è che essi dimenticano-dice Merlino
 
Eyes wide shut
Sai qual è il vero fascino del matrimonio? E' che rende inevitabile la necessità dell'inganno.
 
Nicole Kidman"Dobbiamo assolutamente andare a casa a fare una cosa" Tom Cruise"Cosa?" Nicole Kidman"Scopare"
 
Fight club
Cristo...era dalle elementari che nessuno mi scopava così.
 
Frankenstein Jr
Rimetta a P-O-S-T-O la C-A-N-D-E-L-A
 
Ghostbuster
Un tizio al ristorante: Ehi ma che cavolo succede??? Amico del tizio: Ma nulla... un idiota ha portato un COGUARO a una festa...
 
Gunny
Sono cattivo, incazzato e stanco, sono uno che mangia filo spinato,piscia Napalm e riesce a mettere una palla in culo a una pulce a 200 metri,perciò vai a rompere il cazzo a qualcun altro!
 
Heat
"Devo tenermi la mia angoscia. La devo proteggere. Perche' mi serve: mi mantiene scattante, reattivo, come devo essere".
"-(Roger Van Zant) Che cosa stai facendo? Cosa vuoi? -(Neil McCauley) Sto parlando da solo al telefono... -(Roger Van Zant) Cosa? -(Neil McCauley): Perchè c'è un uomo morto dall'altra parte di questa linea del cazzo!".
 
I goonies
ehi ragazzi ho un'idea:perchè non spalmiamo di cioccolato tutto il pavimento?così chunk lo lecca e ci arriva!
 
Il grande Lebowski
"Questo non è il Vietnam, è il bowling: ci sono delle regole".
ascolta bene Walter perchè il messaggio subliminale è FOTTITI !!!!
 
AGENTE: Non mi piace che tu vada in giro a importunare i nostri cittadini, Lebowsky. Col tuo cognome da mezza sega, con la tua faccia d amezza sega, con i tuoi modi da mezza sega...e non mi piaci tu...mezza sega!!! Sono stato abbastanza chiaro? DRUGO: Mi spiace, non stavo ascoltando!
 
Le iene
«- Ecco i vostri nomi: Mr. Brown, Mr. White, Mr. Blonde, Mr. Blue, Mr. Orange e Mr. Pink! - Perché io sarei Mr. Pink? - Perché tu sei un frocio, va bene? - Perché non ci scegliamo noi il colore? - Non se ne parla neanche. Ci ho provato una volta, non funziona...quattro ragazzi, tutti a litigare per chi si doveva chiamare "Mr. Black"!»
 
Vacanze di Natale
Via della spiga - Hotel Cristallo di Cortina: 2 ore, 54 minuti e 27 secondi... Alboreto is nothing!
 
True lies
« Hai mai ucciso qualcuno? Si, ma erano tutti cattivi. »
 
Zoolander
è per colpa di voi modelli che sono diventata bulimica!" "wow, figata... e quindi puoi leggere nella mente?"
 
Demolition man
"Te ne pentirai per tutto il resto della tua vita...più o meno due secondi!".
 
 
 
 
 
 
 

Donnie Darko - Mad World

 

Questo film ha raccolto giudizi contrastanti, non è certo di facile comprensione, ma io lo trovo geniale, brillante, mai banale e scontato. Bellissimi i dialoghi e la regia, per non parlare della colonna sonora: ecco Mad World

YouTube - Donnie Darko - Mad World
  

Vanilla Sky

Questo è uno dei miei film preferiti. Non saprei dire perchè, forse per via della storia d'amore più bella che abbia visto al cinema, forse per il perfetto connubio tra immagini e musica (vedere il video per credere, una canzone più bella dell'altra), forse per le tematiche trattate, che sento molto vicine, come l'importanza delle piccole cose, l'inevitabilità delle conseguenze, i rapporti interpersonali. Ma forse per la domanda che fa da motivo principale del film: "cos'è per te la felicità?"....
 
 
 
July 14

The Voice of God

 

Questo è uno dei pezzi di cinema che preferisco...è poesia pura. Salieri sente nella sua mente le note di Mozart, e le descrive in modo tale che anche solo sentendo ,lui ci si potrebbe immaginare il suono, che in effetti, come un "secondo campo", si prende lentamente la scena. Pelle d'oca!

YouTube - The Voice of God
  

Mozart Vs Salieri

 

La rivalità ebbe inizio.....il genio, la follia....e l'invidia

YouTube - Mozart Vs Salieri
  

Amadeus

 

Come si pensa sia nato il Requiem.... il genio di certi uomini è senza fine....

YouTube - Amadeus - Salieri helps Mozart write his Requiem
  
July 11

Saturno contro....e Giove opposto....

 

9 luglio 2008

 

Anche quest'anno, puntuale come le tasse è arrivata l'opposizione di Giove. Dopo la non entusiasmante opposizione di Marte in inverno e Saturno che si mette sempre più "di taglio" (sigh), il mio "gigante" preferito ci ammicca da est all'inizio della notte. Devo dire che rispetto a quella di 2 anni fa, questa opposizione non è proprio il massimo, visto che rimane piuttosto basso sull'orizzonte e preda delle bizze del seeing. Infatti le osservazioni del'8 luglio sono state drammatiche, il 9 invece è andata un po' meglio, con un seeing quasi accettabile. Non capisco come mai quest'anno non sono riuscito ad andare ad ingrandimenti spinti: 2 anni fa riuscivo a vedere decentemente oltre i 250x (nonostante un limite teorico di 130). Quest'anno si faticava a raggiungere i 200x. La visione migliore è stata ottenuta con un oculare 7mm con lente Barlow 2x. Ho provato anche con l'oculare al lantanio ma in effetti quello è più adatto al deep sky. Ho fatto qualche foto con metodo afocale con una digitale compatta, niente a che vedere con i risultati che raggiungerò con l'elaborazione della webcam per somma di rate (non sono sicuro ancora se usare Iris o Registax). Il problema sarà "tirare" il più possibile la focale del mio newtoniano, penso che mi butterò su una Barlow 3x.

Il diametro angolare del 9 luglio era di 47,4", tale da parcepire anche a occhio nudo la "corposità" del punto luminoso. La magnitudine era di -2,7, quindi di tutto rispetto. Peccato che il giorno 9, alle 23 circa quando ho effettuato le osservazioni, erano visibili solo 3 dei satelliti galileiani, mentre il giorno prima, alla stessa ora, si presentava un bel "quadro di famiglia" con 2 satelliti per parte. Devo di che sia Gianimede che Callisto erano ben luminosi e addirittura visibili all'interno dello schermo della digitale. Purtroppo, oltre le bande equatoriali, non si sono riusciti a scorgere molti dettagli. Le foto di quest'anno non sono un gran che, molto meglio quelle di 2 anni fa. Comunque è il piacere più grande per me osservare Giove, sia perchè visto il sua diametro, è facilmente inquadrabile, sia perchè sopporta ingrandimenti ben maggiori di Saturno. Se poi mettiamo il fatto che Saturno si sta mettendo di taglio per i prossimi anni, rendendo difficilmente visibile la divisione di Cassini, e che ogni sera i satelliti di Giove ci offrono uno spettacolo diverso, si capisce il perchè. L'appuntamento è per una delle prossime sere, possibilmente per un'eclissi su Giove!

 

 

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April 11

V

In questa notte estremamente fausta permettimi dunque in luogo del più consueto nomignolo di accennare al carattere di questa Dramatis Persona. Voilà. Alla vista un umile veterano del Vaudeville, chiamato a fare le veci sia della vittima che del violento dalle vicissitudini del fato. Questo viso non è vacuo vessillo di vanità, ma semplice vestigio della Vox Populi, ora vuota, ora vana. Tuttavia questa visita alla vessazione passata acquista vigore ed è votata alla vittoria sui vampiri virulenti che aprono al vizio, garanti della violazione vessatrice e vorace della volontà. L'unico verdetto è vendicarsi... Vendetta... E diventa un voto non mai vano poiché il suo valore e la sua veridicità vendicheranno un giorno coloro che sono vigili e virtuosi. In verità questa vichyssoise verbale vira verso il verboso, quindi permettimi di aggiungere che è un grande onore per me conoscerti e che puoi chiamarmi V.

Ok ok.....

Ok Ok......siamo in Italia, paese dal grande passato (ma tanto...passato, sono ormai 500 anni che non contiamo nulla), ma con un presente misero e un futuro ancora peggio. Mentre la campagna elettorale sta sparando gli ultimi colpi mi viene da ridere a leggere i programmi elettorali di questi quattro sfigati; sembrano annunci tratti da Seconda Mano:”offresi detassazione della tredicesima”, “offresi abolizione dell’ICI” “offresi stipendio minimo1000 euro”. Voglio proprio vedere.....

Tanto ormai siamo paese del terzo mondo e tale rimaniamo, e chi se ne frega del patrimonio artistico e storico del Belpaese, tanto mandiamo allo sfascio anche quello. Se andate a Roma a vedere il Colosseo, potrete vedere che è degradato come la stazione centrale di Milano e così tutte le altre vestigia romane della Capitale. Se invece andate a Treviri, ridente cittadina tedesca, antica colonia romana, potrete ammirare quei 4 sassi che sono rimasti in piedi curati come bonsai. C’è più atmosfera antica in cruccolandia che non a Roma....

E poi mi venite a dire che siamo famosi per la moda (bello, andiamone fieri), ma in realtà ora l’unica cosa che stiamo esportando sono i rifiuti della Campania......ma per il momento mi posso accontantare di questa bella e verde città che è Milano, dove per un aperitivo sono arrivati a chiedere 10 Euro(locale in Via Marghera di cui preferisco non fare il nome)!!!!!

Cultura? Certo, la mostra di Avedon è stata bella, ma spendere 7 euro francamente mi sembra folle....per non parlare dei cinema multiplex:oltre ai 7.80 per il biglietto, come non menzionare le offerte bibita+popcorn al costo di una cena o le caramelle gommose che ormai non si vendono più a etti, ma a carati!!!!!!!!!

E poi, sta cippa di Alitalia, ma vendetela a chi volete, e chi se ne frega se non usa più Malpensa, così ci mettiamo la Ryan Air con i suoi low cost e senza over booking (volare con Alitalia fa proprio schifo)! Ormai costa meno prendere un volo che non fare 5 km di taxi a Milano (ma perchè qui mi chiedono almeno 15 euro quando a Berlino o Colonia per un tragitto simile ne chiedono 6????). Speriamo almeno che con l’Expo sistemino un po’questa periferia, che è talmente brutta da sembrare la periferia di Tunisi, mal frequentata come la Città di Dio a Rio de Janeiro, ma cara come il centro di Zurigo.

E al prossimo milanese stressato che quando sulla 90, quando mi metto davanti all’uscita perchè si arriva alla mia fermatami chiede “scusi, scende?” gli rispondo “no guardi, sto aspettando una pizza!”.

 

 

 

April 01

milano expò 2015

sarà un'occasione o sarà l'ennesima fregatura x i cittadini? Prezzi incontrollati x speculare sulla manifestazione, cantieri che bloccheranno la città, case alle stelle... Non so voi, io scappo e torno nel 2016...
January 13

Cani, camosci, cuculi (e un corvo) di Mauro Corona

 

E' delizioso ascoltare a primavera il canto del cuculo che annuncia il ritorno alla vita. Ma se il cuculo facesse sentire il suo richiamo d'inverno?
Allora gli uomini dei boschi si sbircerebbero di sottecchi nelle cucine fumose, dove i cani sonnecchiano inquieti, in attesa del peggio. Perchè gli animali conoscono meglio dell'uomo il mistero della vita e della morte.
Il lettore non troverà tuttavia in questo libro, che per situaizoni e atmosfere è da annoverare tra i più caratteristici di Corona, nessun momento idilliaco, fiabesco, nessun apologo in cui il rapporto tra l'uomo e l'animale risponda alla logica scontata cui ci hanno abituato tante narrazioni esemplari.
La relazione tra l'uomo e le bestie qui è dura, scontrosa, fatta di incomprensioni, quando non di vere e proprie crudeltà. Gli uomini cacciano i camosci e ne mangiano il fegato, sparano ai galli forcelli, maltrattano i cani.
Quando la vita è dura per tutti la spietatezza, la mancanza di indulgenze e di tenerezze sono la norma. Eppure, proprio per questo, gli attimi in cui si manifesta un'amicizia rimasta per anni senza parole e senza espressione o quelli in cui il dolore per la perdita di un cane amico fa conoscere all'uomo la commovente profondità di un intimo legame raggiungono un'intensità sublime. Tanto più straziata quanto più silente.
L'aria che circola in queste pagine di Corona si fa fine, a volte dolce, a volte tagliente, ombre passano tra gli alberi, un semplice sguardo umido, affettuoso, di rimprovero o di riconoscenza, dice più di tante parole. Racconti di fatti, di gesti e di silenzi, storie tramandate da generazioni che, come sempre in Corona, ritornano circolarmente e di nuovo e per sempre affascinano, tra verità e leggenda.

January 04

Petizione per includere Malga Ruf nel patrimonio dell'umanità tutelato dall'UNESCO

Per quello che ha rappresentato nella storia delle feste questo "monumento nazionale" non può non ricevere l'adeguato riconoscimento!
 
Aderite gente!!! (vedere foto nell'album).
 
December 26

Il mio primo racconto

LA STANZA

 

 

 

Il risveglio

 

Il mio primo pensiero di una certa lucidità fu “...ma la sveglia è suonata? “. Si stavano per materializzare anche gli altri pensieri con cui di solito inauguro una nuova giornata (il più gettonato è “...non ho voglia di andare al lavoro...”) quando cominciai ad accorgermi che qualcosa non andava. In quel momento non era un’idea chiara, visto il mio stato di dormi-veglia, ma stavo diventando consapevole che quella mattina non era come tutto doveva essere.

Avevo ancora gli occhi chiusi e la testa sotto le coperte, e la prima cosa che notai non appena la mente usciva dal torpore era che quel letto non aveva l’odore del mio letto. Non solo, in quel letto non riuscivo a riconoscere neppure il mio di odore. All’inizio non diedi peso a questa strana circostanza, ma fu il successivo “senso” che mi suggerì che era il caso di risvegliarsi completamente. Infatti c’era qualcosa di molto strano in quello che le mie orecchie udirono, o meglio non udirono: silenzio. Ma non era un silenzio naturale, era la mancanza assoluta di qualsiasi suono, fruscio, sibilo. Niente rumore delle auto in strada, niente ticchettio della sveglia che ho vicino al letto, niente rumore dello sciacquone dei vicini. Se non era per il suono del mio respiro che cominciava a diventare affannoso avrei avuto il sospetto di essere diventato sordo. Decisi che era giunto il momento di aprire gli occhi, ma aspettai qualche interminabile secondo cercando di convincermi che era tutto un sogno. Inutilmente, perché ormai ne ero certo: c’era qualcosa che non andava, ed era qualcosa di molto grave. Solo la vista mi avrebbe consentito di conoscere quella che ormai consideravo un’agghiacciante verità: non ero nel mio letto.

Dischiusi gli occhi, ed ero effettivamente nella stessa posizione di quando mi ero svegliato. La testa era ancora sotto lo coperte.

“Io non ho della lenzuola così brutte!” fu il mio primo e assurdo pensiero. Una fievole luce filtrava tra le coperte e notai che non era una luce naturale (quella che dovrebbe entrare in camera mia alle 8 di una mattina di maggio), era una luce artificiale, fredda, bianca. Mandai in esplorazione le mie dita fuori dalle coperte, come fossero un periscopio. Pensai che per il momento la mia testa fosse più al sicuro sotto quelle coperte. L’unica cosa di cui mi resi conto era che la temperatura “in superficie” era gradevole. Non aveva più senso aspettare, dovevo vedere dove ero finito. Ero terrorizzato non dal fatto di svegliarmi in un letto diverso dal mio, ma dal fatto che ero sicuro di essere andato a dormire nel mio letto la sera prima.

Cominciai a far scivolare lentamente le coperte sul mio volto ma mi resi conto dell’inutile masochismo di un tale gesto. Allora con brusco balzo mi misi a sedere nel letto e ciò che vidi mi paralizzò per almeno trenta secondi. Non ero a casa mia, ma di questo ero ormai sicuro anche prima. Mi trovavo in una stanza completamente bianca e praticamente vuota, se non fosse stato per il letto su cui mi trovavo, un tavolino bianco al centro della stanza, un WC e un lavandino nell’angolo alla mia destra. La stanza aveva una forma rettangolare, di circa otto metri per quattro. Il letto e i “servizi igienici” si trovavano su uno dei lati più corti. Sul soffitto una luce al neon, simile a quella che si utilizza negli uffici, lunga circa due metri, che però illuminava di una luce intensissima e asettica tutta la stanza. Pensai che se non fosse stato per le coperte sulla faccia non sarei riuscito a dormire con quella luce penetrante. Subito dopo mi resi conto dell’assurdità di tale pensiero date le circostanze. Quasi inconsciamente, ancora seduto sul letto, cercai sulle pareti l’interruttore di quella luce. Non mi meravigliai per non averlo trovato. Mi resi conto però che c’era qualcos’altro di inusuale in quella stanza.

Ed era qualcosa di talmente macroscopico che avrei dovuto ridere di me stesso per non essermene accorto subito. Ma il terrore che mi assalì non appena mi resi conto che in quella stanza non solo non c’erano finestre, ma non c’era nemmeno una porta, ebbe lo stesso effetto di un pugnale conficcato nello stomaco.

 

L’esplorazione

 

 “Ma come diavolo si esce da questa stanza?” fu il primo pensiero lucido dopo lo shock della mia scoperta. In realtà mi resi subito conto che la domanda più adatta sarebbe dovuta essere “ma come ho fatto a finire qui dentro se non ci sono né porte né finestre?”.

Il mio senso pratico mi impose di alzarmi e di cercare di rispondere a queste domande. Anche se in realtà il mio unico scopo era quello di uscire di lì. Ero ancora troppo spaventato per rendermi conto pienamente dell’assurdità di quello che mi stava capitando.

Percorsi velocemente il perimetro della stanza cercando una qualsiasi indizio di un’apertura, un varco, un passaggio segreto o di qualsiasi altra diavoleria che potesse assomigliare a un’uscita (o a un’entrata). Niente. La stanza sembrava imbiancata di fresco, non un’imperfezione in quell’intonaco immacolato.

La mia mente mi diceva che doveva pur esserci un qualche ingresso. Allora feci qualcosa che sarebbe da definire quantomeno apprezzabile per una persona in una situazione come quella: cominciai a picchiettare con le nocche ogni centimetro di quelle pareti nella speranza di sentire in qualche punto un suono diverso, a dimostrazione di una cavità dall’altra parte. Pensai che l’unica spiegazione era che ero finito lì dentro attraverso un varco chiuso immediatamente dopo con un abile lavoro di muratura. Ma l’ipotesi non teneva: non solo non c’erano tracce di un’imbiancatura più recente, ma l’imbianchino sarebbe dovuto essere Houdini, visto che si sarebbe trovato anche lui all’interno della stanza chiusa ermeticamente. Inoltre, in base al rumore delle mie nocche, i muri potevano essere spessi anche dieci metri in ogni punto da me ispezionato. E considerato il dolore alle articolazione delle dita che cominciavo a sentire, avevo ragione di credere di aver ispezionato ogni centimetro di parete. Certamente mancava il soffitto, ma rinunciai subito a un’impresa che si palesava impossibile.

Cominciai a ricapitolare la situazione: “sono in una stanza che non so dove si trovi, non so come ci sono arrivato, e a quanto pare è impossibile uscirne”. Il quadro non era dei più rosei. Decisi che era il momento della reazione più naturale del mondo. Urlai, con tutta la mia forza. Dapprima frasi con senso compiuto come “c’è nessuno?”, poi solo versi senza senso. Urlai fino a farmi bruciare le corde vocali, ma l’unico fenomeno che notai fu il rimbombo tipico di una stanza di quelle dimensioni praticamente vuota: alquanto fastidioso. Ero al centro della stanza, appoggiato al tavolino e mi guardai intorno. I miei averi in quella che cominciavo a considerare la mia prigione erano un letto con delle lenzuola di cotone azzurrine e una coperta a scacchi, un lavandino e un WC in ceramica bianca e i vestiti che avevo addosso. I miei vestiti! Solo ora mi resi conto che non ero in pigiama, anzi, come di solito dormivo, in mutande. Avevo il mio paio di Levi’s preferito e la mia felpa con la scritta “hard warrior”. Ero però scalzo, senza calze, e nella stanza ovviamente non c’era nulla che potesse assomigliare a delle calzature. Ero talmente abituato a camminare scalzo in casa che il fatto esserlo anche lì non mi preoccupò minimamente. Ben altre erano in quel momento le mie preoccupazioni.

La mia certezza di essere andato a letto la sera prima non era più così forte, visto che ero vestito come il giorno prima. Cercai di ricostruire tutto quello che avevo fatto nelle ventiquattro ore precedenti.

Naturalmente ero andato al lavoro, in quello squallido ufficio popolato da individui che sono l’anello di congiunzione tra l’uomo e lo squalo. Tutto normale per una banca d’affari. Non mi trovavo particolarmente a mio agio a lavorare nella finanza, però non avendo trovato di meglio, e soprattutto per pigrizia, cercavo di accontentarmi. Quella giornata era stata abbastanza tranquilla, avevo avuto persino il tempo di giocare al “solitario” sul mio computer. Verso le sei e mezza, ero già a casa. Giusto il tempo per cambiarmi e fare le solite discussioni con mia madre (penso che almeno il novanta percento dei quasi-trentenni che lavorano nella finanza abitino ancora con i genitori) ed ero già a prendere Elena (mai nome mi era sembrato più dolce come in quel momento). Già Elena. Non era proprio la mia ragazza, però quasi. Dopo una serata tranquilla fatta di pizza, birra e tante parole (belle parole, tutto quello detto da Elena o a Elena era bello per me), la riaccompagnai a casa. E poi a dormire, o almeno credevo, visto che probabilmente non mi sono mai tolto i vestiti.

Le domande si rincorrevano nella mia testa. Era come una corsa di cavalli, i cui nomi erano le domande che mi stavo ponendo, e a turno si superavano l’un l’altro. “Come ci sono finito qui?” è al comando, ma a una lunghezza ecco “perché mi hanno fatto questo scherzo?”, a seguire subito “come faccio ad uscire?” affiancato da “dove si trova questa stanza?”; ma ecco sulla linea del traguardo il vincitore: “riuscirò mai ad uscire?”.

Non so se in quel momento ero più spaventato per una situazione che cominciavo a considerare inspiegabile (dov’è la porta?) o incazzato per lo scherzo che mi avevano fatto. Se era una punizione, ci doveva essere un errore. Sicuramente. Quale mente sadica poteva rinchiudere in una scatola che per quello che ne sapevo poteva essere al centro della terra il classico bravo ragazzo, i cui unici peccati erano qualche canna fumata ad Amsterdam e un piccolo tradimento quando era fidanzato con una sua compagna di università?

L’unico pensiero che mi confortava era il fatto che qualcuno si sarebbe accorto che non ero a casa (valutazione forse troppo ottimista dei miei genitori) e che non ero al lavoro (valutazione troppo ottimista dei miei colleghi). Ma sicuramente Elena si sarebbe accorta della mancanza della mia consueta telefonata dell’ora di pranzo.

Cominciò a mancarmi l’aria, e anche se sapevo che era dovuto allo stress, mi venne un tremendo dubbio: “non ci sono porte, non ci sono finestre, morirò soffocato!”.

Fortunatamente il mio senso pratico richiamò l’attenzione al lavandino. Le tubature e lo scarico sembravano regolari. Feci scorrere l’acqua, tutto sembrava regolare. Per cui quella stanza non era chiusa in modo ermetico e in un qualche modo l’aria sarebbe arrivata. E in effetti sarebbe stato assurdo mettere un lavandino in una trappola per far soffocare la gente. Guardando l’acqua scorrere pensai che da qualche parte c’erano delle persone che lavoravano all’acquedotto che mi portava quell’acqua. Avrei voluto essere un piccolo salmone per risalire quella corrente e arrivare da quelle persone. Cominciai a sentirmi solo, oltre che spaventato. Già che ero in zona “sanitari” approfittai per fare la cosa più normale del mondo: pipì. Mi stupii della naturalezza con cui conclusi quest’incombenza, nonostante la situazione degna di una puntata di “Ai confini della realtà”. Meccanicamente mi sciacquai le mani nel lavandino e provai a bere. L’acqua sembrava avere un sapore normale. Bene. Non sarei morto soffocato, non sarei morto di sete. Già, ma di fame?

 

Fenomeni

 

“Che ore saranno?” mi chiesi. In genere mi alzo verso le 8, e, occhio e croce, saranno passate almeno quattro o cinque ore da quando mi sono alzato. Però mi resi subito conto della difficoltà di misurare il tempo in assenza di un qualsiasi riferimento esterno. Se solo avessi cambiato la batteria del mio Swatch probabilmente almeno quel problema me lo sarei evitato. Sempre che chi mi aveva messo in quella stanza me lo avesse lasciato. Già, a quel punto ero sicuro di essere stato portato lì da qualcuno, probabilmente dopo avermi narcotizzato in qualche modo. Non vedevo altre spiegazioni. Non mi davo però ancora alcuna spiegazione al fatto che in quella stanza non c’era nulla che avesse potuto consentire a una persona di entrare. E a me di uscire.

A questo punto andai a bere un po’ di acqua dal rubinetto del lavandino, e pensai che l’unica cosa utile da farsi era andare a dormire un po’. E con quella luce penetrante, l’unico modo per addormentarsi era quello di infilare la testa sotto le coperte. Mi addormentai molto più velocemente del previsto, forse perché in realtà ero sveglio da molte più ore o forse per la debolezza derivante dallo stress e dalla fame che cominciava a farsi sentire. Fu un sonno senza sogni. Però nel dormiveglia avvertivo una sensazione inquietante di presenze intorno a me e una specie di suono ritmico che però era più mentale che reale. Pensai che era un brutto scherzo del silenzio assoluto. Quando i suoni non esistono, probabilmente ne creiamo noi dentro la nostra mente.

Mi svegliai dopo un sonno che non doveva essere durato troppo a lungo. Fortunatamente, e contrariamente a quanto avevo previsto, non fui colto da quella brutta sensazione che si ha al risveglio dopo un avvenimento negativo nella nostra vita. Non a caso al mattino c’è la più alta concentrazione di suicidi. Dopo un sonno in cui la mente si svuota, può essere troppo duro sopportare il ritorno alla realtà. Ma niente di ciò mi è accaduto durante quel risveglio, anzi, avevo addosso quasi una sorta di rassegnazione. Tolsi pigramente le coperte dalla mia faccia, e in meno di due secondi la mia attenzione si posò sul tavolino al centro della stanza. Dapprima mi si gelò il sangue a quella vista, ma poi scoppiai in un urlo di gioia. Un piatto di pasta al pomodoro ancora fumante ed una bella bistecca facevano bella mostra di sé. Mi guardai intorno, ma nulla era cambiato: ero ancora sigillato dentro la mia stanza e non c’era alcun indizio della presenza di altre persone. Mi fiondai sul tavolino, e notai con piacere che avevo anche le posate. Portai i piatti sul letto, visto che non avevo sedie e mangiai in un batter d’occhio, ero proprio affamato. Riposi i piatti ormai vuoti sul tavolino e sorrisi al pensiero idiota di lavarli. Pensai che ci avrebbe pensato chi me li aveva portati. Già...chi? Per la prima volta associai quella mia sensazione di presenze durante il mio sonno a quel fenomeno di materializzazione del cibo. Evidentemente non erano solo sensazioni. Le ore che seguirono furono all’insegna dell’ozio. Sdraiato sul letto con gli occhi fissi sul soffitto pensai a miei genitori, a Elena, ai miei amici. Chissà se mi stavano cercando, chissà se esisteva ancora un mondo al di fuori di quella stanza. Mi addormentai di nuovo e ancora ebbi le stesse percezioni, ovvero presenze intorno a me e quel suono ritmico. Mi svegliai di botto e come prima cosa guardai sul tavolino. I piatti erano spariti, ma c’era qualcosa di nuovo: un pezzo di carta. Corsi verso il tavolino con la stessa foga con cui un bambino corre verso l’albero di natale la mattina del venticinque.

Sul quel pezzo di carta c’era scritto qualcosa. La grafia era per me inconfondibile: Elena. Le parole erano poche ma ebbero su di me un effetto potentissimo. Su quel foglio c’era scritto “mi manchi”. Allora qualcuno nel mondo esterno si è accorto della mia assenza! Ma allora esiste ancora un “mondo esterno”. La gioia momentanea si trasformò in rabbia quando mi resi conto della situazione. Qualcuno approfittava dei miei pisolini per entrare nella stanza (non si sa come) e farmi trovare queste sorpresine. Chi poteva essere tanto sadico? E perché non si facevano vedere? In un impeto d’ira sollevai il tavolino (stupendomi della sua leggerezza) e lo scagliai in aria urlando finché non colpii la luce al neon.

Buio.

Il buio di una stanza chiusa ermeticamente non è solamente buio, è nero. Mi sentii perso, smarrito, avevo paura e sentivo che le presenze che mi venivano a trovare durante il sonno erano lì, intorno a me, in quel momento. E non potevo vederle, anche se avevo gli occhi spalancati. Sentivo che mi sfioravano, che mi toccavano. Penso che persi i sensi per la paura.

 

Il ritorno

 

Non appena un minimo di coscienza ritornò in me, mi resi conto che non avevo la forza di muovermi e neanche di aprire gli occhi. Sentivo solo quel suono ritmico, che ora era più nitido che mai. Non c’erano dubbi, era reale.

Bip...bip...bip...bip...bip.

“Francesco! Francesco!”.

Quello era il mio nome. E quella era la voce di Elena. Aprii gli occhi con uno sforzo immane, e quello che vidi mi sembrò quasi più strano della mia stanza bianca: ero in un letto di ospedale. Elena era in piedi di fronte a me, di fianco a un medico che mi sorrideva. “Finalmente ti sei svegliato” mi disse il medico.

I giorni a seguire appresi che dopo aver riaccompagnato a casa Elena ebbi un brutto incidente in auto per colpa di un motorino. Il mio coma (...la stanza...) durò tre giorni, e ebbi anche una crisi che per poco non fu fatale (...il buio...), ma fortunatamente i medici (...le presenze...) riuscirono ad evitare il peggio.

Sono passati due mesi da quel giorno e ora mi sono ripreso quasi del tutto, se non fosse per certi mal di testa. Tante persone che hanno avuto un’esperienza di coma non si ricordano nulla di quei giorni, io invece mi ricordo benissimo di quella scatola in cui era rinchiusa la mia coscienza in attesa di una destinazione. 

 

 

La repubblica delle banane.....

Ecco alcune domande che mi assillano:

 

perchè se in Germania una cosa costava un marco ora costa 50 centesimi mentre in Italia se costa 1000 lire ora costa un euro (mentre gli stipendi sono gli stessi)?

 

Perchè lo Stato mi fa pagare il bollo e poi non mi fa usare la macchina tra blocchi del traffico, eco-pass e domeniche verdi?

 

Perchè la Rai mi chiama “abbonato” mentre il canone è una tassa obbligatoria (l’abbonamento si può disdire...)?

 

Perchè il “servizio pubblico della Rai” manda in onda “i pacchi”, “il treno dei desideri” e propaganda filogovernativa con i soldi dei contribuenti?

 

Perchè abbiamo dieci volte il numero delle auto blu rispetto agli USA ma siamo 5 volte di meno?

 

Perchè i nostri politici hanno 20 anni di più rispetto a quelli degli altri paesi?

 

Perchè bisogna pagare l’ICI sulla prima casa?

 

Perchè il primo obiettievo delle aziende italiane (telefonia, trasporti etc) è quello di fregare i clienti e non quello di dare un servizio?

 

Perchè devo pagare il “coperto” in pizzeria? Non sarebbe più giusto lasciare una mancia se il servizio è stato di gradimento come in tutti gli altri paesi?

 

Perchè la prima urgenza del nostro governo è un decreto contro le intercettazioni telefoniche dei politici e non l’emergenza dei lavoratori italiani?

 

Perchè se un politico organizza un coca-party con delle prostitute gli viene permesso di governarci ancora e stipendiato da noi?

 

Perchè se voglio fare un concorso per il più sfigato dei comuni devo avere la fedina penale pulita, mentre posso fare tranquillamente il senatore anche se ho sentenza penale definitiva?

 

Perchè sulla benzina pago ancora le accise introdotte per finanziare la guerra in Libano dell’81?

 

Perchè se l’Amsa fattura milioni di Euro vendendo i rifiuti differenziati che IO raccolgo (a pena di salate multe) devo pagare la tassa sui rifiuti? Non è come se io dovessi pagare il mio datore di lavoro?

 

Perchè è stato votato un governo di sinistra perchè nel programma c’era l’abrogazione della legge Biagi e il ritiro delle nostre truppe all’estero, nessuna delle due cose è stata fatta?

 

Perchè i “capigruppo” nei governi regionali devono avere segretaria e portaborse anche se il “gruppo” è composto solo da loro stessi?

 Mi dite perchè uno non deve inc.....rsi come una bestia?????

 
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loredanawrote:

Grazie Patrizio del tuo invito...bello il tuo spazio tornero' per rileggerti.

Nel frattempo ti auguro una felice domenica...un abbraccio, Loredana.

Oct. 19
Anitawrote:
Servus! Gratulation for your space! Have a good time. Bye, Anita from vienna
Sept. 3
estelawrote:
Hola Patrizio: Recorri tu espacio y vi que eres del mismo país de mis abuelos.
Está muy lindo tu blog, si quieres seguir en contacto, y no entiendes castellano, puedo tratar de escribir en inglés.
Saludos
Estela
Aug. 3
emmawrote:
Hi Patrizio,
TAG...YOU'RE IT!!!
for information on how to play...check out my blog entry!
July 26
Hi friend. ^^
 
 
Have A Great DayHave a great day
July 11